La timidezza è una maschera che ci estranea dal mondo, ci fa sentire invisibili agli occhi di chi guarda, l'unica cosa che si desidera in quell'istante è il non esistere, l'inesistenza.
Si vorrebbe sentir parlare, vedere ma non di certo dialogare ed essere visti. Si ha paura di sè stessi e invano ci si nasconde.
Non si può definire mancanza di coraggio, perchè il coraggio non manca, si vorrebbe vivere semplicemente senza l'identità data, mantenerla oscura nel momento... è questa la mia interpretazione sulla poesia di Pablo Neruda, sono concorde con ogni sua parola. La timidezza non ha molti punti a favore, il più negativo è il rapporto con gli altri, ma sono felice di essere timida. Infatti la timidezza la vivo in prima persona , so quello che si prova, il sentimento che prevale in quel momento è rabbia unita al dolore, per le parole che sai ma che non dici per la paura di non essere accettate per quella che sei .. e preferisci stare solo anzicchè ricevere un NO!
Allora tracci confini tra te e il mondo, evadi dalla realtà rifugiandoti in un mondo immaginario, formato da te, te e nessun altro. Nessuno vive questo sentimento allo stesso modo; c'è chi con l'aiuto riesce a saperarlo, chi, come me, tra le guancie rosse ginge un sorriso. Ma non tutti la vivivono con un pò di positività. Ci sono persone, anche se poche, che per superare ciò fa uso di sostanze illecite oppure abuso di alccol, ed è così che cadono tutte le loro prestazioni, ed è li che si ha la vera personalità? Senza paura e senza incertezza ma privi della capacità di ragionare. Io voglio avere i miei dubbi e le mie incertezze ma vorrei solo essere più sicura di me e meno sensibile alle parole altrui. Per quanto riguarda il mio parere penso che la timidezza è alla base della semplicità e a sua volta la semplicità è alla base di tutto, evidenziando che siamo nell'adolescenza e dubbi e timori si hanno perchè tutto ciò che si presente è nuovo e non si ha esperienza in nessun campo.
Eleonora Garofalo.
Appena seppi, solamente, che esistevo
e che avrei potuto essere, continuare,
ebbi paura di ciò, della vita,
desiderai che non mi vedessero,
che non si conoscesse la mia esistenza.
Divenni magro, pallido, assente,
non volli parlare perché non potessero
riconoscere la mia voce, non volli vedere
perché non mi vedessero,
camminando, mi strinsi contro il muro
come un’ombra che scivoli via.
Mi sarei vestito
di tegole rosse, di fumo,
per restare lì, ma invisibile,
essere presente in tutto, ma lungi,
conservare la mia identità oscura,
legata al ritmo della primavera.
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